Al Bayti: spazi di aggregazione e strumenti di empowerment per le donne siriane rifugiate in Turchia


 

Progetto in collaborazione con la Chiesa Valdese

Il progetto ha previsto la creazione di un centro di aggregazione femminile  presso l’orfanotrofio di Reyhanli gestito da Maram Foundation. Il centro femminile sarà aperto una volta alla settimana per 4 ore ed offre a 40 donne la possibilità di seguire corsi di maglieria e sartoria.

L’obiettivo dei corsi è stato quello di creare una rete solidale tra le donne e offrire un know how in attività che possano guidarle verso la loro indipendenza economica.

Il centro femminile inoltre offre un servizio di supporto psicologico innovativo per le donne che partecipano ai corsi. In particolare è stata data la possibilità a n. 10 psicologi di seguire un corso studiato ad hoc dall’Università di Trieste per l’inserimento nei gruppi femminili di psicologi che seguano i corsi di formazione insieme alle donne. Attraverso questo approccio informale è stato  offerto aiuto alle donne che possono essere indirizzate verso strutture o medici specializzati. Questa metodologia è stata studiata per adattarsi alle esigenze particolari del mondo arabo e delle donne rifugiate.

Durante l’ultima visita di Luglio  sono stati acquistati i materiali e allestita la sala adibita a centro femminile.

Partecipano ai workshop 40 donne che firmano una lista di presenza comprovata dai documenti di identità di ognuna. Per dare la possibilità ad un maggior numero di donne di seguire i corsi sono state acquistate n. 5 macchine da cucire.  Come regalo per i partecipanti sono stati confezionati 40 kit contenenti tutto il necessario per il cucito per dar loro la possibilità di continuare le  attività anche al di fuori del centro.

Le attività del centro continueranno fino a settembre. Le lezioni di micro imprenditoria sono seguite dalla psicologa che offre in via informale supporto psicologico soprattutto per PTSD. Molte donne vengono al centro con i bambini che, essendo in una struttura protetta, possono giocare nel giardino dell’orfanotrofio mentre le mamme sono impegate nelle loro attività.

 

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