Situazione del paese: Pakistan


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Capitale: Islāmābād
Superficie: 803.940 km²
Popolazione: 180 milioni di abitanti 180.808.000
Religione: 97% da musulmani (di cui 85% sanniti e 15% sciiti), 1,6% indù e 1,3% cristiane.
Etnie: punjabi è quella dominante
Mortalità infantile: 53 per mille
Speranza di vita: uomini 61.7/donne 63,6
Alfabetizzazione: (sopra i 15 anni) 45,7%
Popolazione sotto la soglia di povertà: 35%

Il Pakistan “Terra o Paese dei Puri” nella lingua ufficiale, l’urdu, oltre ad essere il secondo maggior Stato musulmano (sunnita ma con una nutrita comunità sciita) è il sesto più popoloso del mondo avendo più di 150 milioni di abitanti. Situato nella parte meridionale del continente asiatico, il Pakistan si estende su una superficie di poco superiore agli 800 mila kmq. La struttura del Paese è composta da quattro Province (Balucistan, Provincia della Frontiera Nord-Ovest – NWFP, Punjab, Sindh), due Territori (quello della capitale Islamabad e le Aree Tribali Amministrate Federalmente) e l’area del Kashmir sotto controllo del Pakistan. Il ”Paese dei Puri”, è stato parte dell’India fino al 14 agosto 1947, data in cui gli Inglesi concedono l’indipendenza all’India stabilendo anche la divisione in due governi indipendenti, il Dominion dell’India a maggioranza indù e il Dominion del Pakistana maggioranza musulmana.

Tale concezione trova in Mohammad Ali Jinnah (ben presto conosciuto come il “Padre della Patria”), il più importante sostenitore e guida. Al momento dell’indipendenza, il Paese è costituito da Pakistan Occidentale ed Orientale, l’attuale Bangladesh, resosi indipendente il 26 marzo 1971 dopo una insurrezione avvenuta grazie all’aiuto delle truppe indiane. Ottenuta l’indipendenza dalla Gran Bretagna e configurandosi quale stato islamico indipendente, la Repubblica del Pakistan ha avuto, sin dagli inizi, una vita istituzionale caratterizzata dal continuo alternarsi di governi civili e di regimi militari. Gli attuali confini del Paese derivano principalmente dal “gioco ottocentesco” tra l’impero zarista e l’impero britannico: in questo periodo viene delineato l’odierno confine con l’Afghanistan (Linea Durand). Attraverso tale frontiera, durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan (1979-89), il Pakistan ha accolto il più alto numero di rifugiati dopo la Seconda Guerra mondiale (circa 3,2 milioni di persone, in gran parte di etnia pashtun) ed ha sperimentato un gran afflusso di armi edroghe destabilizzando l’equilibrio già precario del Paese. La frontiera con l’India (2.912 km), tesa al controllo della strategica regione del Kashmir, è stata invece contesa in ben tre guerre (1947, 1965 e 1971) e ancora oggi non ha trovato una soluzione definitiva. Se restano dunque estremamente delicati i rapporti con l’India, hanno ricevuto di contraltare nuova linfa vitale le relazioni del Pakistan con l’Unione europea in particolare con l’Italia che ha recentemente ratificato l’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica siglato ad Islamabad nel 2005. Il Pakistan dal punto di visto economico-sociale è povero e deficitario in diversi aspetti; un ruolo determinante lo detiene l’agricoltura, alla quale si dedica la metà della popolazione attiva, per cui è stato previsto un potenziamento delle infrastrutture che dovrebbe consentire di raggiungere l’autosufficienza alimentare di base. Le strutture educative sono inaccessibili per le fasce più povere della popolazione collocando il Pakistan agli ultimi posti della classifica mondiale sul fronte dell’istruzione; gli esperti affermano che negli ultimi anni circa 5,8 milioni di bambini non hanno frequentato nessun programma scolastico. La crescita della qualificazione professionale dei lavoratori ed il rafforzamento del settore privato dell’industria diventano pertanto i principali capisaldi su cui intende basarsi il processo di ristrutturazione. Il Debito estero però rimane molto elevato nonostante gli aiuti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario. Ulteriori difficoltà erano state create dalle sanzioni imposte dalla comunità internazionale per gli esperimenti nucleari effettuati; solo il recente appoggio del Pakistan alla coalizzazione internazionale contro il terrorismo ha permesso la loro cancellazione. Drammatica è la situazione dei diritti umani nel Paese. Violenza settaria ed intolleranza religiosa nei confronti delle minoranze sono in costante aumento così come le violazioni dei diritti umani nei confronti soprattutto di donne e bambini. Fonti ufficiali testimoniano come vi siano stati migliaia di casi di stupri, omicidi d’onore, violenze domestiche e violenze sul lavoro. Anche la situazione sanitaria rimane grave: gran parte della popolazione soffre di malnutrizione e nel Paese si registrano ancora casi di poliomielite. Più del 35% della popolazione pakistana vive sotto la soglia di povertà e ci sarebbero circa 4,5 milioni di tossicodipendenti. In tutto questo pesa molto l’assenza di una politica governativa forte ed efficace che aggrava una situazione già estremamente critica.

 

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