Ciro Arcella

Nasce a Torre Annunziata il 9 agosto del 1929, secondo di quattro figli. Si diploma all’Istituto Tecnico per Geometri e successivamente, attratto dalla storia dell’arte e dalla pittura, consegue anche la maturità al Liceo Artistico di Napoli, città nella quale in seguito frequenta la Facoltà di Architettura. 

Nei primi anni Cinquanta inizia a lavorare come progettista presso la ditta AERFER di Napoli e nel 1957 si sposa con Lidia Buoninconti. Alla fine degli anni Cinquanta ottiene l’abilitazione all’insegnamento di materie artistiche e intraprende le prime docenze, che manterrà fino al 1985.

Tra il 1963 ed il 1964 diviene pubblicista freelance per varie testate giornalistiche del napoletano iniziando al contempo a frequentare un gruppo di artisti coi quali progetta le prime esposizioni. Nei primi anni Settanta crea, a Torre Annunziata, la Galleria d’arte Happening, vetrina dedicata alle nuove tendenze artistiche del territorio.

In questa piccola Galleria avrà luogo nel 1971, a cura di Arcella, l’esposizione Lo spazio negativo, ricordata per l’inconsueto allestimento che, allo scopo di raffigurare plasticamente lo spazio della sala, il curatore riempie di palloncini che vengono agitati dalle onde sonore.

Alla fine degli anni Settanta approfondisce, frequentando specifici corsi di specializzazione sulla Diagnostica Lùscher, le tecniche di screening attraverso test grafici e del colore tenendo sull’argomento vari corsi di aggiornamento per docenti.  

 

Smalto nitro acrilico, 100 cm x 100 cm
1998

 

Tra i numerosi interessi di Arcella c’è la Musica e da autodidatta impara a suonare la chitarra. Le vibrazioni sonore lo appassionano compreso il canto degli uccelli o il fruscio delle onde del mare. Il repertorio musicale spazia dalla tradizione napoletana alla musica leggera, dalla musica classica ai Pink Floyd. 

Nel corso di un programma radiofonico di divulgazione artistica, da Lui stesso curato per Nuova Radio Oplonti, sceglie come sottofondo musicale “Wish you were here” e “Crazy Diamond” dei Pink Floyd. Ama l’archeologia è infatti tra i primi ad interessarsi ai ritrovamenti relativi alla Villa di Poppea nel sito archeologico dell’antica Oplonti.

Anche l’architettura lo appassiona e progetta la sua casa di abitazione a Torre Annunziata, alcune cappelle cimiteriali e successivamente realizza il piano di ristrutturazione di Villa Arca a Pordenone. Il design, la fotografia, il cinema sono altri interessi che coltiva con assiduità. Ancora molto giovane, realizza alcuni cortometraggi purtroppo ormai irrecuperabili.

Nel 1974 viene chiamato a sovrintendere il restauro degli affreschi sulla volta della Cappella del Suffragio nel Cimitero di Torre Annunziata.

Il periodo produttivo pieno in pittura si compie tra gli anni 1969 e 1983 per riprendere nuovamente nel 1993 e sino al 2003. La cesura di circa dieci anni è dovuta al trasferimento che compie assieme alla moglie Lidia e alle figlie Iva, Gea e Micaela a Pordenone.

Dopo un’iniziale disorientamento, dovuto alla necessità di riorganizzare, assieme alla sua attività pittorica, anche gli impegni di famiglia, Arcella riprende a disegnare. A questo periodo risalgono numerosi bozzetti e disegni a matita e china perlopiù sulla tematica del nudo femminile. 

Dopo la ristrutturazione di Villa Arca riprende l’attività pittorica a pieno ritmo. Gli spazi del suo nuovo studio-laboratorio sono immersi nella verde campagna friulana e gli consentono la realizzazione di opere di grande formato, eseguite a spruzzo con smalti nitro-acrilici su grandi lastre di alluminio.

La partecipazione a numerose rassegne, sia personali che collettive sono più un pretesto che una necessità. Arcella dipinge per passione e lo farà sino all’ultimo giorno della vita. Muore improvvisamente il 26 maggio del 2003 a Pordenone.

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