Valerio Capoccia

Valerio Capoccia è nato in una fattoria della campagna di Alvito circa mezzo secolo fa, qui è vissuto fino al 1965 e si è trasferito prima a Milano e poi nel 1969 a Roma per seguire gli studi universitari di ingegneria.

Dal 1976 ai primi anni 90 è stato un pioniere dell’informatica quale direttore commerciale di alcune aziende del settore.

Aveva imparato a scolpire in età infantile quando, con una vecchia lima ed un martellaccio, realizzò alcuni abbeveratoi di pietra, ma la Passione per la scultura si è manifestata nei primi anni ’80, come reazione allo stress lavorativo, quando, sposato da poco e con due figlie piccole, ha deciso lasciare Roma per trasferirsi a Marino, dove ha trovato alcuni massi di peperino nel giardino di casa, poi, con la guida di Salvatore Meli, storico docente di scultura alla Accademia di Roma,ha affinato le tecniche e approfondito  le sue ricerche storiche artistiche e sui materiali.

 

Peperino Pietra, 34 cm x 36 cm x 41 cm
2012

 

Oggi ha alle spalle una lunga carriera di scultore, ha eseguito numerosissimi lavori sui più differenti materiali tra cui il prediletto basalto con il quale, per via “di levare” approda ad uno stile marcato in cui le figure, i volti, riaffiorano da una vita arcana.

Si assottigliano in forme allungate dalle bocche sorprese e spalancate come a segnare la meraviglia dell’ esser nate. Il suo scalpello ne definisce le fattezze asciugandone all’ essenziale i tratti, levigandole con eccellenza in un’ iconica fissità.

E così le loro sembianze, sublimando un processo artistico di millenni, si scarnificano fino ad un’essenza totemica, ad un primitivismo memore di una originaria matrice etrusca, egizia o classica fino ad esaltarsi in una personalissima qualificazione somatica di estrema modernità.

Oggi, un po’ solitario, vive in una grande casa-laboratorio-galleria e oltre alla passione artistica coltiva numerosi alberi da frutta, e si dedica alla cura il giardino. 

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